L’Insostenibile Ragionevolezza del mio Essere: unioni civili e step-child adoption.

di Claudio Caramadre

foto di Antonella De Angelis

Sono settimane importanti per l’Italia e per l’Europa tutta. Mentre altrove il dibattito si incentra sui flussi migratori e i razzismi più o meno velati, l’Italia ha scelto di occuparsi d’altro; un tema rimandato per troppo tempo. Stiamo chiaramente parlando dei diritti delle coppie omosessuali, tema che sta catalizzando sempre più l’attenzione dei media italiani. Manifestazioni pro e contro, Family Day, Svegliati Italia e chi più ne ha più ne metta.

C’è un però. Un però che pesa come un macigno su tutta la questione e rischia di non essere considerato per disinteresse e nascosto sotto il tappeto con colpevole calcolo. Tagliamo corto e diciamolo: sono ipocriti i fautori del Family Day e sono ipocriti gli omosessuali del Svegliati Italia. I primi lo sono perché si lasciano rappresentare da coloro i quali hanno fatto della famiglia un optional da allargare o restringere a piacimento (vedi i vari Casini, Berlusconi ecc…) e anche perché loro stessi credono in valori che poi non fanno fruttare e non mostrano all’Italia intera affinchè cresca socialmente e culturalmente. I secondi, invece, sono ipocriti perché oltre a chiedere dei diritti che sono innegabilmente fondamentali per ogni individuo e per ogni coppia (etero od omosessuale che sia) si lanciano in richieste assurde come la Stepchild Adoption. Premesso che, presumibilmente, ogni richiesta verrà accolta e diverrà legge, pare che a qualcuno sfuggano le conseguenze di tutto ciò. Garantire i diritti fondamentali e le unioni civili alle coppie omosessuali è, a parer mio, ben più che lecito e anzi si è forse aspettato troppo a muovere in tale direzione. Il vero problema di tutta la faccenda non è ciò che si vede alla luce del sole, cioè coppie bellissime ed innamorate che desiderano null’altro che la felicità di sentirsi parte integrante della società (su quanto questo possa convenire ci sarebbe da discutere), ma il lato oscuro che invisibilmente si fa strada dietro le quinte e occulterà il sole, prima o poi. La Stepchild Adoption, per l’appunto, non è il “lato oscuro” ma è il canale attraverso il quale passeranno i demoni dell’oscuro signore, noto anche come Capitalismo. Vi sembra strano? Più che lecito. Provate però a pensare ad un caso “limite” (che limite non sarà mai): una coppia gay adotta un bambino o una bambina che uno dei due coniugi ha avuto tramite precedente unione. Fate gli “Scevola” di turno, ve ne prego, e mettete la mano sul fuoco per assicurarmi che l’intera faccenda non sia stata decisa a tavolino con il pagamento della madre genitrice del piccolo o della piccola. Voglio, in parole povere, che mi assicuriate l’assenza di malafede della coppia gay. Non potete, lo so. L’obiezione che si può fare è la seguente: “Che male ci sarebbe se anche fosse così?” Qui cominciano i problemi e si apre il vaso di Pandora delle nefandezze a cui saremo piegati dando retta alle opinioni di chi pone tale domanda.

Da tempo il capitalismo ha messo le mani sui nostri corpi, ci ha riempiti di protesi, botox, acidi ialuronici e una miriade di altre sostanze che minano alle fondamenta la nostra natura di esseri umani. Già negli Stati Uniti ci sono stati esperimenti di bambini nati in provetta con caratteri genetici decisi a priori dai genitori. Se questo vi sembra “naturale” allora abbiamo tutti un problema. Non si può scegliere il carattere, il colore degli occhi o dei capelli di un futuro nascituro. Non possiamo sostituirci alla natura. Perché continuiamo ad essere così titanicamente avversi ad essa? La morte non va bene, la vecchiaia neppure, la lentezza e la diversità di costume altrettanto così come il disagio mentale. Tutto, nel capitalismo e nella sua forma contemporanea, il neoliberismo, è teso ad eliminare ciò che non può essere asservito alla logica del capitale. Ciò che asseconda invece la strumentalizzazione e la reificazione è ben accetto e, anzi, incoraggiato. Ne consegue che la pratica di cui dicevamo poc’anzi potrebbe (e sottolineo potrebbe) diventare un vero e proprio business, come è già in quei Paesi timorati di Dio che si ricordano dell’Altissimo solo quando fa comodo. Cristiani o atei, a tutti sta bene il libero mercato e tutti vogliono avere fra le mani almeno le briciole del capitale. In quest’epoca di insicurezze ci si rifugia nella sicurezza che solo il danaro può assicurare. Figli, benessere, felicità. Un tutt’uno.

Se fossimo invece capaci di riconoscere la nostra natura umana? Ricordate quelli che qualche anno fa ripetevano “Stay Human”? Che fine hanno fatto? Se sono gli stessi che manifestano in favore della Step-child Adoption, vi è un’idiosincrasia. Restare umani significa anche riuscire a comprendere di essere schiavi della natura, della nostra natura di esseri viventi. Dobbiamo lasciare al caos la scelta del patrimonio genetico dei nostri figli e dobbiamo capire ciò che possiamo fare o non fare seguendo la naturalità. Nella fattispecie: una coppia omosessuale non potrà mai avere figli. Non c’è niente da fare, bisogna essere orgogliosi di ciò che si è e fare i conti con ciò che non si potrà mai essere, ovvero genitori naturali. Altro discorso merita l’adozione. Alle coppie omosessuali dovrebbe essere permesso adottare bambini senza dare precedenza alle coppie eterosessuali. Un orfano ha bisogno di genitori, persone che gli vogliano bene. Due mamme o due papà non fa differenza perché l’amore è uno solo e ho fiducia che sapranno farlo nel migliore dei modi ma davanti all’impossibilità naturale bisogna fermarsi, tornando ad essere umani e dando uno smacco a quel capitalismo che cerca in ogni modo di guadagnare profitto da ogni lotta per i diritti. Non dobbiamo e non possiamo farci ingannare. Cosa dire poi di coloro che, al contrario, manifestavano al Family Day? Prima di tutto vorrei chiedere loro se fossero a conoscenza del motivo per il quale manifestavano. La famiglia “tradizionale” (tramandata da chi poi?) non è in discussione, continueranno ad esserci famiglie formate da uomo, donna e figli al seguito. L’orrore di quella manifestazione risiede nel voler impedire a degli esseri umani di essere se stessi ed amarsi. Rendiamoci conto di cosa questo atteggiamento implichi.

Vogliamo la pace, la concordia fra i popoli e fra gli esseri umani tutti ma poi tentiamo di negare ad individui omosessuali di amarsi. I presenti al Family Day, dunque, manifestavano per non concedere dei diritti. L’impalcatura della società italiana intesa come “democratica” viene meno proprio allorquando dei cittadini manifestano contro un Diritto. A quanto pare agli italiani la democrazia non piace per niente, lo stato di diritto ancor meno. Tutti nostalgici di un’epoca in cui l’italiano era gagliardo e forte ma coi deboli, padrone di un impero fatto di sabbia e povertà. Se l’Italia è quella dei partecipanti al Family Day allora siamo tutti spacciati. Fra le loro fila s’annida solo il seme dell’opinione, addirittura scevra, in taluni “speciali” casi, di qualsiasi intervento esterno. Bugie genuine scaturiscono nel video di Fanpage dedicato proprio alle interviste dei partecipanti al Family Day. Ne viene fuori un quadro allucinante, se non allucinato.

Gli omosessuali sarebbero se stessi per via di problemi psichici, dietro ci sarebbero addirittura le case farmaceutiche e perché no, pure le scie chimiche!

Gli omosessuali sono se stessi per “moda” perché oggi dichiararsi tali porta addirittura dei benefici, a quanto pare, apparendo diversi e quindi migliori.

Ora, tralasciando le frasi più sconcertanti, fa riflettere questo rifiuto dell’altro nel nome della difesa di ogni proprio diritto. Gli omosessuali attenterebbero alla nostra libertà di opinione, minerebbero il nostro diritto d’essere eterosessuali. Ci troviamo davanti ad una nuova frontiera, prima “l’altro” veniva ostracizzato poiché delinquente, stupratore, rapinatore ed assassino (o addirittura smodato “mangiatore di cipolla”) adesso questo “altro” viene rifiutato perché si presenta molto meglio di noi. In questa Italia mi pare ci sia una grandissima spinta verso l’omologazione forzata. Non puoi essere né meglio né peggio del tuo vicino di casa: devi essere esattamente come lui, devi votare come vota lui, devi pensare come fa lui. E se io non volessi? Io, eterosessuale, non rappresentato in Parlamento, studente da una vita e disoccupato in quella parallela come posso essere d’accordo con voi? “Non parlo di cose che non conosco”, come diceva Moretti e non ho il vostro dispositivo anti-culturale e disattento che possa farmi dire “rossi e neri, tutti uguali”, sempre citando il famoso regista. Io sono diverso sia dal becero oscurantismo in cui il Vaticano mette lo zampino che dalla lucida follia delle coppie omosessuali che vorrebbero piegare la natura alla propria volontà. A me dove mi mettete? Vorrei manifestare anche io per una Ragionevole Compassione ma nessuno mi seguirebbe, temo.

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